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domenica 15 settembre 2013

CODICE STRADA SARA' PIU' ATTENTO A BICI

Almeno 280 ciclisti muoiono ogni anno sulle strade. Interverremo con urgenza


ROMA - Un nuovo Codice della strada, più attento ai ciclisti, sarà forse già presto entro l'inizio del prossimo anno. Ad annunciarlo è il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti
Erasmo D'Angelis, a margine di una conferenza stampa sull'utilizzo della bicicletta.


"I mondiali di ciclismo saranno un'occasione per parlare di ciò che stiamo realizzando a favore della mobilità sostenibile", ha detto in merito alla manifestazione in programma dal 22 al 29 settembre in Toscana e a cui il ministero dei Trasporti parteciperà con info point dedicati alla sicurezza stradale. "In Parlamento siamo all'inizio del dibattito sulla riforma del Codice della strada,che andrà nel senso della tutela degli utenti deboli,ciclisti e pedoni. Speriamo di aver pronto già all'inizio del prossimo anno", ha annunciato il sottosegretario.

"Ogni anno abbiamo 4000 morti per incidenti su strada, tra cui 280 ciclisti. Questo il momento di lanciare politiche di sostegno per chi va in bici" ha aggiunto. A essere rivista, sostiene, deve essere tutta la normativa sulle piste ciclabili, di qui l'intenzione di creare un tavolo di lavoro cui siederanno Anci, ministero e associazioni "per intervenire quanto prima". Quindi la promessa: "metteremo gli italiani nelle condizioni di usare la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, è questo il vero cambiamento culturale".

(fonte: ansa.it)

giovedì 1 agosto 2013

FONDAZIONE ANIA, SICUREZZA STRADALE SIA PRIORITA’ DEL GOVERNO

Incidenti stradali prima tragedia nazionale. In 10 anni sulle strade morte oltre 50mila persone
FONDAZIONE ANIA, SICUREZZA STRADALE SIA PRIORITA’ DEL GOVERNO


Il Presidente Aldo Minucci: «Tragedia del bus richiama necessità di impegno serio e deciso»
Roma, 31 luglio 2013 - «La sicurezza stradale deve essere una priorità nell’agenda del Governo italiano. La più grande tragedia nazionale per numero di morti e feriti, non può essere considerata un tema attuale solo in occasione di eventi come il drammatico incidente del bus di domenica sera, per le cui vittime esprimiamo sentito cordoglio. Condividiamo le parole del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, che ha parlato di centralità del tema della sicurezza stradale, anche se riteniamo doveroso sottolineare la necessità di impostare una strategia chiara e definita da parte delle autorità preposte».
E’ questo il commento di Aldo Minucci, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, nei giorni in cui l’Italia è in lutto per la morte di 38 persone nel grave incidente che ha coinvolto un bus turistico precipitato da un cavalcavia sulla A16.
«Gli incidenti stradali prosegue Minucci non sono una fatalità, ma la conseguenza di una serie di concause, dovute ad una mancanza di attenzione per le politiche di prevenzione. Nel solo 2011, sulle strade del nostro Paese hanno perso la vita 3860 persone e quasi un milione sono restate ferite, 100mila delle quali hanno riportato lesioni permanenti gravi. A queste cifre drammatiche, si aggiunge il costo sociale degli incidenti stradali, stimato in 28miliardi di euro l’anno, 2 punti percentuali del pil. All’indomani della tragedia sulla A16 è giusto interrogarsi sulle cause dell’incidente, ma è ancor più opportuno definire una strategia di azione che faccia della prevenzione la propria linea guida».
Un intervento a 360 gradi che non deve essere focalizzato solo sugli aspetti infrastrutturali, ma che deve riguardare anche abitudini e stili di guida degli italiani.
«Oggi si punta il dito contro possibili cause infrastrutturali conclude Minucci ma è necessario avere una visione più ampia del problema. L’Italia non ha raggiunto l’obiettivo comunitario del dimezzamento delle vittime della strada entro il 2010. Nel nostro Paese, negli ultimi 10 anni, sono morte oltre 50mila persone a causa degli incidenti stradali. E’ come se fosse stata cancellata dalla cartina geografica una città di medie dimensioni. Analizzando questi numeri, dobbiamo tenere presente che il 20% degli incidenti stradali è causato dallo stato delle infrastrutture, mentre l’80% è riconducibile ad errati comportamenti del conducente. In quest’ottica, se sono fondamentali i 300milioni di euro di investimenti annunciati per migliorare la rete infrastrutturale, andando a rimuovere i cosiddetti “black point”, i punti critici della viabilità, ancor più importanti sono azioni educative e formative che riescano ad inculcare una profonda cultura del rispetto delle regole della strada. Un’azione che può essere supportata cercando di introdurre norme coerenti con l’evoluzione della circolazione e fornendo alle forze dell’ordine le risorse necessarie per farle rispettare. L’investimento in sistemi tecnologici, come il Tutor, è una delle possibili strade da seguire. E’ indispensabile, insomma, che il Governo metta tra le priorità la lotta all’incidentalità stradale e, al tempo stesso, avvii azioni che sollecitino l’impegno del settore pubblico, di quello privato e dei media, che svolgono un ruolo prioritario nell’opera di sensibilizzazione ed informazione della collettività. Solo così l’Italia, oggi agli ultimi posti nelle classifiche europee dell’incidentalità stradale, potrà aspirare a diventare leader europeo per sicurezza stradale, garantendo ai propri cittadini un diritto sacrosanto per un paese civile, ovvero quello alla mobilità a rischio accettabile». 
(Fonte: fondazioneania.it)

sabato 27 luglio 2013

NUOVO CODICE DELLA STRADA: PATENTE A PUNTI PER I 14ENNI. STRADE PIU' SICURE PER BICI E MOTO

Permessi di guida «congelati», in caso di violazioni penali, sino all'esito del processo. Incentivi per le piste ciclabili

Patenti a punti anche per i quattordicenni che guidano motorini e minicar; segnaletica più sicura, a misura di motociclisti e ciclisti; permessi di guida «congelati» - in caso di violazione delle norme penali - sino all'esito del processo. Sono alcune delle norme contenute nel decreto di legge di delega approvato venerdì 26 dal consigli dei ministri. Nuove regole pensate «a difesa degli utenti deboli della strada - per usare le parole del premier Letta -, in particolare tocchiamo il tema dei ciclisti». Ci sarà un meccanismo «di premi per i comportamenti virtuosi e di sanzioni per quelli recidivi e non virtuosi»». E ancora: «Le strade sono riempite di quadricicli leggeri usati da ragazzi non sempre bravissimi a guidare e non sempre pienamente consapevoli dei rischi». Il governo studierà un provvedimento volto «a far sì che tutta la logica della patente a punti intervenga anche per utilizzo delle macchinine, è necessario considerarle come le altre automobili». «Il Codice della Strada ha 240 articoli e dal 1990 ad oggi ha subito 70 interventi - ha aggiunto il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Lupi-. Serve un nuovo codice della strada, con una razionalizzazione, una delegificazione e una manutenzione normativa».

MINICAR - Una grossa novità riguarderà le patenti per i motorini e per le minicar, ottenibili già a 14 anni. «Sinora ai minorenni – spiega Lupi – non potevano venire applicate le sanzione in cui incorre l’adulto con la patente a punti. Con il nuovo codice queste patenti sono in tutto uguali a quelle a punti, e potranno venire sospese e ritirate». Per la sicurezza delle strade, da cui dipende ancora il 15% dei morti per incidente, bisognerà intervenire sulla progettazione, la manutenzione e la segnaletica soprattutto per tutelare gli utenti più deboli: motociclisti e ciclisti. Lupi ha fatto l’esempio dei guard rail, «andranno ripensati nella forma sia quelli in cemento sia quelli in ferro, causa spesso di lesioni gravissime per i guidatori delle due ruote».

PIU' SICUREZZA PER I CICLISTI - Saranno inoltre introdotte diverse misure ad hoc, per i ciclisti, come l'adozione di sistemi di maggiore visibilità notturna. Prevista anche la progettazione e costruzione di strade più sicure, con espressa previsione di una moderna segnaletica e la creazione di infrastrutture ed arredi finalizzati anche alla sicurezza degli utilizzatori a due ruote. Per i conducenti minorenni, come giá annunciato, è prevista l'introduzione della patente a punti, al fine di «intervenire celermente e preventivamente nell'educazione stradale dei giovani utenti della strada».

PATENTI BLOCCATE - E ancora: patenti bloccate, in caso di violazione di norme penali, sino alla conclusione del processo. Vengono così accolte le richieste dell'Associazione vittime della strada, introducendo un coordinamento tra procedimento amministrativo e procedimento penale, «al fine di evitare che le misure amministrative cautelari di sospensione della patente di guida perdano efficacia prima della definizione del procedimento penale».
INASPRIMENTO SANZIONI - In tale modo, spiega palazzo Chigi, «chi è colto alla guida di un'autovettura sotto l'influenza di sostanze stupefacenti e/o di alcool, non potrá riottenere la patente fino a quando non è definito il procedimento penale». Nel nuovo codice della strada saranno inoltre inasprite le sanzioni «per comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale e nei confronti dei recidivi». Mentre per la presentazione dei ricorsi contro le sanzioni amministrative è prevista una semplificazione burocratica , fissando una distinzione chiara degli ambiti di competenza tra ricorsi amministrativi (dinanzi al Prefetto) e giurisdizionali (dinanzi al Giudice di Pace).
(Fonte: motori.corriere.it)

martedì 23 luglio 2013

AUTOMOBILE PRECIPITA NEL VIADOTTO A CAUSA DEL GUARD RAIL OBSOLETO, LA CASSAZIONE CONDANNA IL CONSORZIO AUTOSTRADE SICILIANE

La Corte di Cassazione, sez. IV Penale con la sentenza 27 settembre 2012 - 12 luglio 2013, n. 30190 ha confermato la sentenza d’appello che aveva condannato ad un anno e sei mesi di reclusione i vertici della società che gestisce l’autostrada siciliana  per via di un incidente costato la vita ai quattro occupanti di un autovettura Audi A4 precipitata da un viadotto.
Nella circostanza, infatti, l'automobile a seguito di uno sbandamento aveva sfondato il guard rail posto a sinistra, dopo un primo urto contro quello di destra, ed era precipitata dal viadotto sul sottostante terreno, con conseguente decesso di tutti gli occupanti.


Il guard rail posto a protezione della carreggiata autostradale era inadeguato e doveva essere sostituito con del materiale di nuova generazione ma, per motivi economici, questa sostituzione era stata differita.

Non ci sono dubbi sul fatto che la morte dei passeggeri del veicolo era stata causata dalla caduta dal viadotto e non dall'impatto con la barriera protettiva ma il Codice della Strada, all'art. 14, impone all'ente gestore delle strade di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione con la manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi.
Oltretutto le perizie effettuate in sede giudiziale hanno sostenuto che in caso di installazione di una barriera per bordo ponte ad elevata capacità di contenimento (classe H4) il veicolo sarebbe stato contenuto in carreggiata e per gli occupanti della autovettura si sarebbero verificate con elevata probabilità conseguenze non più gravi di lesioni di media entità.

Fuori di dubbio, quindi, che, nonostante i motivi economici per i quali non era stato possibile procedere immediatamente alla sostituzione del guard rail, gravava sugli imputati un dovere di particolare cautela che, in mancanza della sostituzione del guard rail, avrebbe comunque dovuto comportare l'adozione di misure di sicurezza lungo il viadotto, segnalando il pericolo agli automobilisti in transito o provvedendo al restringimento della carreggiata con la conseguente riduzione della velocità dei veicoli in transito.

I ricorrenti lamentano tra le altre cose che a fronte di disposizioni normative chiare e precise quali quelle del DM n. 223 del 1992 (che non prevedevano l'installazione di nuove barriere), dettate al fine di garantire la sicurezza stradale, non sarebbe censurabile la loro condotta sotto il profilo della colpa generica; il motivo di ricorso è infondato poiché, come da precedente pronuncia della Suprema Corte: "l'osservanza delle norme precauzionali scritte non fa venir meno la responsabilità colposa dell'agente, perché esse non sono esaustive delle regole prudenziali realisticamente esigibili rispetto alla specifica attività o situazione pericolosa cautelata, potendo residuare una colpa generica in relazione al mancato rispetto della regola cautelare non scritta del "neminem laedere", la cui violazione costituisce colpa per negligenza o imprudenza.".

domenica 21 luglio 2013

SICUREZZA STRADALE: NASCE L'APP INTELLIGENTE CHE PRESTA ASSISTENZA AGLI AUTOMOBILISTI CON LA CARTA SERVIZI SA

Sicurezza-e-Ambiente-spaPensate a cosa accade subito dopo un incidente stradale: gli animi degli automobilisti sono di certo turbati e, non di rado, capita che preoccupazione, ansia e confusione siano talmente forti da gettare nel panico anche il guidatore più esperto. Ma spesso succede anche che, prestati i primi soccorsi, non si dedichi la dovuta attenzione ai soggetti ai quali viene demandato il compito di ripristinare la sicurezza stradale ed ambientale. Ecco che la domanda sorge spontanea: chi si occupa di portare ordine nelle strade? Le squadre di addetti municipali, verrebbe da rispondere in maniera non del tutto erronea. In realtà, da alcuni anni, il territorio italiano può vantare la presenza di una società impegnata nella salvaguardia dell’ambiente e nella messa in sicurezza delle strade dopo un incidente stradale.


Sicurezza ed Ambiente S.p.a nasce nel 2006 con l’intento di offrire agli enti proprietari o ai gestori di reti stradali (comuni, province, società autostradali) un servizio di ripristino della sicurezza post-sinistro per evitare il verificarsi di ulteriori incidenti. Sicurezza e Ambiente S.p.a nasce dall’intuizione del suo attuale Direttore Generale, Angelo Cacciotti, e risulta essere la società leader dell’attività di ripristino post incidente con più di 130.000 interventi realizzati.
Partner dell’iniziativa di Sicurezza e Ambiente S.p.a è Adiconsum, l’associazione per la difesa dei consumatori e dell’ambiente che, tramite il Segretario Nazionale Ofelia Oliva, partecipa all’elaborazione di un nuovo prodotto, la Carta Servizi SA. Questa Carta Servizi comprende un pacchetto capace di garantire una serie di vantaggi all’assicurato, prestando al cittadino tutto il supporto e l’aiuto necessari. Al costo annuo di 45 euro si avrà l’opportunità di beneficiare dei servizi in modo immediato semplicemente scaricando un’innovativa applicazione Servizio Trasparenza & Recorder per smartphone o mediante chiamata al numero verde 800-898989.


L’applicazione funge da “scatola nera” e consente la registrazione di tutti i dati utili a ricostruire la dinamica dell’incidente offrendo, altresì, la possibilità di elaborare il profilo guida dell’assicurato. 

Una volta attivata, l’applicazione registra fino a quando lo stesso automobilista decide di arrestare il processo. In caso di incidente, la centrale operativa è in grado di intervenire in pochi minuti assistendo i soggetti coinvolti grazie alla capillare distribuzione del network operativo di Sicurezza e Ambiente che presenta oltre mille strutture periferiche sull’intero territorio nazionale.
Innumerevoli sono quindi i vantaggi dell’attivazione di questa carta. Oltre all’immediata assistenza all’automobilista in difficoltà (entro 20 minuti dal momento del sinistro), l’operatore svolge diversi compiti: tranquillizza gli animi dei soggetti coinvolti evitando, tra l’altro, situazioni di particolare difficoltà dell’assicurato (si pensi a donne inesperte, anziani o neopatentati); segnala la presenza dell’incidente favorendo la ripresa della circolazione stradale e comunicando l’accaduto ad un organo di Polizia competente; favorisce la compilazione del modello CAI (ex CID) illustrandone le modalità; fotografa il luogo del sinistro; trasmette via internet (dal luogo dell’incidente) tutti i dati utili alla Compagnia Assicurativa; pulisce le strade da liquidi o detriti solidi riversatisi a terra a seguito dell’incidente, ripristinando le condizioni di sicurezza.


Il servizio ha avuto una grande adesione su tutto il territorio nazionale. Enorme è il risparmio di tempo e forze per l’assicurato e notevole quello per le stesse agenzie assicurative dal momento che, ottenendo l’immediata disponibilità dell’intero dossier dati dell’incidente, si riesce a gestire il sinistro in maniera senz’altro più efficiente. L’applicazione potrebbe, inoltre, consentire una drastica riduzione degli incidenti stradali limitando i disagi e gli ulteriori danni conseguenti al verificarsi degli stessi.

(fonte: www.2righe.com)

sabato 13 luglio 2013

AUTOVELOX...DEV'ESSERE ANNULLATA LA MULTA SE IL VERBALE NON INDICA IL NOME DEL FUNZIONARIO CHE ATTIVA L'APPARECCHIATURA.

Autovelox e apparecchiature elettroniche per la rilevazione delle infrazioni. Dev'essere annullata la multa se il verbale non indica il nome del funzionario che attiva l'apparecchiatura.

I pubblici ufficiali devono assistere allo sviluppo delle foto effettuate con il traffiphot. E la Polizia locale è obbligata a specificare quale dei Comuni associati sta sanzionando il trasgressore

Interessante decisione del Giudice di Pace di Rovigo che fa il punto sulle infrazioni al codice della Strada effettuate con il famigerato “traffiphot”, che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, vale la pena segnalare per rappresentare quanti vizi possano essere rilevati in un verbale al codice della strada quando le contestazioni vengono effettuate con strumentazione elettronica gestita da appaltatori privati e non dalle forze di polizia stradale, locali o nazionali.
Secondo il giudice di merito, dev’essere annullata la multa per eccesso di velocità se il verbale non indica il nome del funzionario pubblico che attiva e disattiva il traffiphot dal quale è stata rilevata l’infrazione. E in ogni caso i dipendenti del Comune devono presenziare allo sviluppo delle foto con le auto sanzionate effettuato dalla società appaltatrice del servizio.
Nel caso di specie, è stato accolto il ricorso del (presunto) trasgressore in primo luogo per un vizio formale che riguarda un difetto di notifica. La polizia locale che agisce per conto di un insieme di piccoli Comuni nell’area, è il soggetto che ha effettuato la notifica, ma il verbale non specifica chi è l’ente sanzionatore, che poi sarebbe l’amministrazione locale nel cui territorio la violazione risulta accertata: l’omissione rende di per sé illegittimo il verbale.
Il verbale impugnato, peraltro, risulta essere viziato anche per altre ragioni: non è stato rispettato l’obbligo della polizia locale di presenziare alle attività di installazione e attivazione del traffiphot. Nulla si sa della certificazione di qualità dello strumento (restano dubbi sulla legittimità a accertare gli eccessi di velocità delle moto). Di più: la fotografia utilizzata per la contestazione del presunto illecito risulta sviluppata da una società privata che riporta il frame “incriminato” in cd masterizzati, che si coordinano con il programma di gestione delle verbalizzazioni in dotazione alla polizia municipale verbalizzante. In nessun caso, quindi, risulta che gli agenti di Polizia Locale siano presenti alle operazioni, come rilevato dal giudice onorario, che ha, quindi, accolto il ricorso.
(fonte: sportellodeidiritti.org)

mercoledì 10 luglio 2013

UBRIACA AL VOLANTE MA ASSOLTA PERCHE' DIABETICA: E' IL PRIMO CASO

Interferenze tra l’alito e l’etilometro: il giudice accoglie la tesi della difesa sulla base di una consulenza medico-legale. Un solo precedente in Sardegna.

RAVENNA - Se vi pizzicano con un tasso alcolemico di tre volte superiore a quello consentito dalla legge per mettersi al volante, non solo vi sequestrano la patente per un po’ di mesi. Ma vi confiscano pure l’auto e vi condanno a pagare una multa davvero salata. E se così non è accaduto alla protagonista di questa vicenda giudiziaria, è solo perché il giudice ieri mattina ha riconosciuto che la sua patologia (il diabete) potrebbe avere influito sull’etilometro alterando il risultato finale dell’alcol test. Si tratta probabilmente del primo caso in regione, visto che a livello nazionale precedente analogo è uscito solo da un tribunale sardo.

La ragazza - una 32enne faentina - era stata fermata per un controllo nei pressi di Marina di Ravenna al ritorno da una festa. Era la notte del 14 agosto 2010 quando la Polstrada aveva alzato la paletta. Una data particolare visto che proprio in quelle ore erano entrati in vigore i nuovi inasprimenti legislativi decisi per quei guidatori pizzicati sbronzi al volante. E l’etilometro per quella graziosa ragazza aveva segnato 1.67. Cioè non solo ampiamente superiore al limite per mettersi alla guida (0.50). Ma perfino superiore al limite oltre al quale scatta la confisca dell’auto se a guidarla è il proprietario (1.50). Alla giovane qualche tempo dopo era stato notificato un decreto penale di condanna da 15.750 euro con confisca della vettura. La 32enne si era allora rivolta all’avvocato Gabriele Sangiorgi il quale aveva subito presentato opposizione determinando così l’apertura del processo per guida in stato di ebbrezza. Tuttavia con un nuovo elemento agli atti: una consulenza tecnica di parte del medico legale Manfredo Emilio Pasini. 

Ed ecco il punto forte della questione: in buona sostanza secondo l’esperto, in casi particolari (crisi ipoglicemiche), le persone diabetiche possono produrre particolari sostanze (corpi chetonici) che, espulse con l’aria durante la prova al palloncino, sono in grado di interferire con lo strumento alterando così il risultato finale. Tesi alla luce della quale anche la procura ha deciso di chiedere l’assoluzione. Decisione condivisa dal giudice Milena Zavatti. Le motivazioni della singolare sentenza verranno depositate entro 90 giorni. Nel frattempo per impedire che qualcuno in casi analoghi possa magari pensare di replicare la stessa strada difensiva, vi anticipiamo che non tutti gli etilometri sono sensibili alle variazioni dei corpi chetonici. Ma che ciò può accadere solo per particolari modelli. 
(fonte: romagnanoi.it)

martedì 9 luglio 2013

INCIDENTI IN CONTROMANO, PRONTO UN TEST IN TICINO, UN SISTEMA SONORO E LUMINOSO SARA' POSIZIONATO SULL'A2 PER IMPEDIRE INGRESSI CONTROMANO IN AUTOSTRADA

In Svizzera parte una sperimentazione invocata da anni dall'ASAPS per le nostre autostrade e superstrade


Incidenti in contromano, pronto un test in Ticino
Un sistema sonoro e luminoso sarà posizionato sull'A2 per impedire ingressi contromano in autostrada


Nota - Si tratta esattamente di quello che propone l'ASAPS da almeno 4 anni. Una fotocellula che segnali visivamente e acusticamente l'ingresso contromano sia da una rampa del casello sia nella corsia di entrata delle aree di servizio dove in molti (ebbri, stranieri ecc.) sbagliano. Alcuni dicono che non funzionerebbe, non sarà per non spendere soldi? Intanto si potrebbe fare qualche sperimentazione.

Ricordiamo a quelli che resistono e ai distratti che nel 2012 l'ASAPS ha monitorato 298 contromano, di cui 119 su autostrade e superstrade, che hanno causato 24 morti e  186 feriti. Il 25,8% erano stranieri, il 22,5% erano ubriachi, il 16,4% anziani, Vogliamo parlarne?


LUGANO - La circolazione contromano sulle autostrade è rara, ma spesso fatale. 
L'Ufficio per la prevenzione degli infortuni ha conteggiato, negli ultimi 20 anni, 396 incidenti di questo tipo sulle autostrade, con 54 morti e 140 feriti. 
La maggior parte delle vittime si trovava nelle auto che circolavano in direzione corretta. L'USTRA ha sviluppato un dispositivo per arginare questo tipo di incidenti. 
L'anno prossimo, un sistema sonoro e luminoso sarà installato nei pressi di un ingresso autostradale del Ticino sull'A2. 
Stiamo cercando di scegliere il posto migliore per testare il dispositivo, ha confermato alla NZZ am Sonntag, Marco Fioroni della sezione di Bellinzona che non ha voluto rivelare altre informazioni. 
Secondo una ricerca condotta dal giornale domenicale, il dispositivo è stato creato da una società svizzera e si basa su due livelli di allarme. 
In un primo momento, appena l'auto entra nella corsia, contromano, le luci del dispositivo si accendo per avvertire il conducente. Se l'auto non si ferma, entrano in funzione le sirene. 
Nel caso in cui il conducente prosegua la sua marcia, nonostante gli allarmi, gli altri utenti della strada vengono avvertiti tramite segnali luminosi ed avvisi inviati con GPS nelle loro auto. Un dispositivo simile è in fase di test anche in Germania. 
Alcuni esperti tuttavia ritengono che questo strumento non funzionerà. Si tratta di un provvedimento inefficace, dice Gianantonio Scrarmuzza, ricercatore dell'EPS. Uno degli studi ha dimostrato che i sistemi elettronici sono inefficaci nella lotta contro le interpretazioni errate.
da iforex.it
(fonte: asaps.it)

lunedì 8 luglio 2013

SUPERQUARK PER LA SICUREZZA STRADALE: GUARDA IL VIDEO

Dalla nota trasmissione televisiva un filmato interessante sullo spinoso tema della sicurezza stradale, tra dati positivi e falsi luoghi comuni.

guarda il video con questo link:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vCeSVtAAj_E

martedì 2 luglio 2013

10 ANNI DELLA PATENTE A PUNTI: 300 MILIONI DI PUNTI IL REGALO PER GLI AUTOMOBILISTI

10 ANNI FA, ESATTAMENTE IL 1 LUGLIO 2003, ENTRAVA IN VIGORE L'ART. 126 BIS DEL CODICE DELLA STRADA, che attribuiva un punteggio iniziale di 20 punti a tutti i possessori di patente di guida.


Il meccanismo che fa aumentare di 2 punti ogni biennio senza commettere infrazioni ha portato gli automobilisti più rispettosi delle norme di comportamento a raggiungere il 1 luglio 2013 la soglia massima di 30 punti.

Ad oggi c'è chi ha ancora dei dubbi circa la effettiva utilità di questo "sistema sanzionatorio".
In effetti dopo la clamorosa pronuncia della Corte Costituzionale n° 27/2005 (giudizio tra l'altro sollecitato da ben 11 ordinanze di giudici di pace) che ha stabilito l'illegittimità di una parte dell'art. 126 bis del C.d.S. nella misura in cui il neo-introdotto articolo prevedeva la decurtazione di punti dalla patente del proprietario-persona fisica del veicolo qualora questi, in mancanza di contestazione immediata della violazione e quindi di mancata identificazione del conducente del veicolo stesso, non avesse comunicato gli estremi anagrafici e della patente del conducente "reale" nel caso quest'ultimo fosse persona diversa.

Di certo tale norma era palesemente incostituzionale ma in realtà la modifica apportata ha scatenato la fantasia dei vari "furbetti" e si sono aperti degli scenari al limite del paradossale con decurtazione di punti dalla patente del nonno 80enne di turno che veniva immortalato a superare i limiti di velocità alla guida di una potente motocicletta piuttosto che alle 4 di mattina in zona discoteche a Riccione.

Altri a questo "metodo" per ovviare alla decurtazione del punteggio preferiscono la mancata comunicazione dei dati del conducente (comunicazione che deve essere effettuata entro 60 giorni) che comporta però il pagamento di un ulteriore pesante sanzione pecuniaria. Questi stratagemmi utilizzati da alcuni discostano la ratio della norma dal suo significato iniziale di tutela dell'incolumità e della sicurezza della circolazione stradale.

In questi 10 anni gli automobilisti hanno perso 85 milioni di punti (contro i 300 milioni arrivati per buona condotta) con un picco nei confronti del sesso maschile e dei conducenti neo-patentati. 

Alla domanda se l'introduzione di questa "sanzione" sia servita molti cercano di rispondere con del facile qualunquismo dicendo che in realtà è l'ennesimo sistema inventato dallo Stato per togliere soldi dalle tasche dei cittadini.

In realtà questa novità insieme a norme più severe contro alcool e stupefacenti, contro la velocità, i relativi controlli e le campagne per la sicurezza stradale hanno contribuito in questi 10 anni a diminuire il numero delle vittime della strada, anche se molto deve essere ancora fatto.

Per conoscere il vostro saldo punti potete visitare il sito "ilportaledellautomobilista.it" ovvero telefonare al numero del MIT  848 782 782.

sabato 29 giugno 2013

PONTINA PERICOLOSA, PRESENTATA UNA DENUNCIA IN PROCURA

Latina - Si è svolta ieri, lunedì 24 giugno, a Roma una conferenza stampa indetta dall’Associazione Basta Sangue Sulle Strade, una onlus che che si occupa di assistere i familiari e le vittime della strada nonché di sensibilizzare gli utenti della strada ad un corretto comportamento e le Istituzioni ad un'attenzione maggiore verso tale problematica.



Al centro la notizia della denuncia sporta dall’Associazione alle Procure di Roma, Velletri e Latina in merito allo stato di pericoloso degrado in cui versa la S.R. 148 Pontina.
"Tutto è nato - spiegano i responsabili dell'associazione - con l’idea di condurre un’indagine, pubblicata sul numero di aprile del nostro quadrimestrale, che potesse fare luce sulle criticità dell’arteria, con l’aiuto di chi queste criticità le conosce bene. Abbiamo allora effettuato un’intervista al Comandante della Polizia Stradale di Latina, Francesco Cipriano, che ha competenza per l’intera tratta che da Terracina conduce a Roma. Volendo corredare l’articolo di qualche foto un nostro volontario si è offerto di andarne a scattare qualcuna: ne sono state prodotte oltre 460 e solo nella tratta Roma-Latina. Un materiale che, nonostante la mole, non mette comunque totalmente in evidenza le carenze e che non potevamo assolutamente tenere chiuso in un cassetto. A fronte di ciò il Consiglio direttivo dell’Associazione si è riunito, ha esaminato il materiale e ha deciso in primo luogo di presentare una denuncia e in secondo luogo di realizzare uno Speciale che è stato allegato alla rivista, nel quale si ripercorrono, attraverso una scrematura delle foto realizzate, i pericoli più evidenti ed eclatanti". Di queste 460 fotografie circa 150 sono state allegate alla denuncia.


Sul tavolo dei relatori Alen Custovic, giornalista e Vicepresidente dell’Associazione che dopo aver presentato sommariamente le attività che la onlus svolge ha messo in evidenza i motivi della scelta di sporgere una querela: “Abbiamo riscontrato tre ipotesi di reato: attentato alla sicurezza pubblica, attentato alla sicurezza dei trasporti e attentato alla pubblica incolumità. Perché in questi anni non si è mai intervenuti? Perché si prosegue con il rimpallo di responsabilità? Perché si mettono in secondo piano i pericoli reali nei quali possono incorrere gli utenti della strada? Perché ciò che dovrebbe essere scontato, come il ripristino dello stato dei luoghi dopo un sinistro, in realtà non lo è? A tutte queste domande bisogna dare una risposta. Le criticità maggiormente rilevate sono state la sovrapposizione di segnaletica, la vegetazione incolta che ricopre la cartellonistica, i guard rail divelti e danneggiati e mai ripristinati e lo stato del manto stradale pericoloso a causa delle buche. A mancare è l’ordinaria manutenzione. Per questo Basta Sangue sulle strade lancia un monito: “Laddove un buon amministratore non arriva arriviamo noi con le denunce”.
(fonte: latina.ogginotizie.it)

martedì 18 giugno 2013

“FAI COME ME”, CAMPAGNA SULLA SICUREZZA STRADALE

Gli amici della Nazionale Piloti protagonisti di una campagna di sensibilizzazione sulla Sicurezza Stradale. “Fai come me. Corri in pista, non in strada”.


Per sensibilizzare giovani – e meno giovani – alla guida sicura, da qualche settimana ha preso il via una nuova pubblicità progresso che ha come testimonial alcuni dei piloti professionisti della Nazionale Piloti. Da Michael Schumacher a Ivan Capelli, passando per Luca Filippi, Stefano Coletti, Emanuele Pirro e molti altri.
La campagna è stata realizzata da Alice Filippi, 31 anni, aiuto regista di Carlo Verdone, in collaborazione proprio con la Fondazione Mondiale Piloti per la Solidarietà Onlus.
Nessuno meglio di un pilota professionista può sottolineare l’enorme differenza tra la guida di tutti i giorni e quella in pista, soprattutto sotto il profilo della sicurezza. driverse il Presidente della Nazionale Piloti Mario Di Natale, ci hanno messo la faccia e spiegano, in maniera simpatica, dieci regole che loro stessi applicano per viaggiare tranquilli fuori da circuiti. Ecco il backstage e i link ai video, già andati in onda in TV su Sky e in questi giorni sulle reti Mediaset, oltre che sul Web.
guarda il video:
(fonte: blogf1.it)

L'ABBRACCIO DI UNA MADRE PUO' TRASFORMARSI IN UNA MORSA LETALE, ECCO COME

LE BRACCIA MATERNE NON SALVANO LA VITA IN CASO D'INCIDENTE

Un incidente che si è quasi tramutato in tragedia, ha coinvolto una famiglia albanese nella notte del 10 Giugno a Prato, a farne le spese è stata un bimba di 18 mesi che invece di essere nel suo seggiolino era in braccio alla madre.
Mentre la madre e il conducente non hanno riportato gravi lesioni, la piccola ha riportato gravi lesioni tra cui loschiacciamento del torace e danni alla milza, il conducente a causa di un colpo di sonno ha sbandato ed è finito sul muretto a lato della strada e l’abbraccio della madre si è trasformato in un abbraccio quasi letale.
L’urto dell’auto col muretto, seppur non molto forte ha fatto si che la forza d’inerzia abbiano spinto la madre contro il parabrezza e la piccola ne è rimasta schiacciata in mezzo.
Andrea Pasquinelli, il comandante della Polizia municipale di Prato, ha subito spiegato: “In macchina le braccia della mamma non salvano la vita, ci vuole il seggiolino omologato e ancorato correttamente. Purtroppo, se le famiglie italiane a fatica hanno capito l’importanza del seggiolino, quelle straniere continuano a non utilizzarlo. Abbiamo notato che spesso quando portano i figli a scuola preferiscono farli sedere sulle ginocchia di un passeggero“.
Di seguito vi voglio mostrare un video di SicurAUTO.it che mostra il rischio che si corre trasportando i bambini in braccio anzichè legati sul loro seggiolino. dati allarmanti arrivano dall’Istat: ogni anno in Italia circa 4.237 persone muoiono in incidenti stradali, tra queste ci sono circa 80 bambini e farli viaggiare senza seggiolino aumenta il rischi di morte di ben 7 volte. E se ancora non siete convinti sappiate che sono ben 11.000 i bambini sino a 14 anni che restano feriti, ogni anno, in un incidente stradale.
[Fonte SicurAUTO.it- eticamente.net]

sabato 15 giugno 2013

ECCO COME TI NEUTRALIZZO L'ETILOMETRO (FRA IL SERIO E IL FACETO)

In Italia uno degli sport preferiti è demolire e demonizzare l’etilometro e ridicolizzare gli agenti
Mentre in Giappone hanno approvato una legge che fa pagare conti salatissimi per chi beve e guida, da noi se ne sentono di tutti i colori per farla franca.


Ecco alcuni esempi veri o verosimili...


(ASAPS) Mentre gli amici giapponesi adottano  misure draconiane contro l’abuso di alcolici per chi guida, da noi ci sono gli avvocati che rilasciano dichiarazioni di trionfo per ogni escamotage riuscito per fregare la polizia. Nei giorni scorsi era uscita questa notizia:
Ubriaco alla guida, assolto in tribunale:
L'etilometro va fatto con un avvocato
A Milano la sentenza del gup su un ventenne che guidava con occhi lucidi e alito vinoso ed era risultato positivo: prima di essere sottoposto al test andava avvertito della facoltà di farsi assistere da un legale.
Nota ASAPS: Si deve però aggiungere che una volta avvertito il conducente della facoltà, la polizia non è obbligata ad attendere che arrivi l'avvocato

 
Questa la dichiarazione successiva dell'avvocato: «Finalmente anche il Tribunale di Milano con questa fondamentale sentenza ha messo un argine all'uso indiscriminato dell'etilometro da parte degli agenti ai fini della prova del reato di guida in stato di ebbrezza».

Fondamentale sentenza?? Da piegarsi in due dalle risate. Uso indiscriminato dell’etilometro!!?? In Italia si fanno ancora meno di 2 milioni di controlli contro i 3-4 della Spagna e i 5-6 della Francia! A certi avvocati vorremmo mandare le foto delle conseguenze di quello che succede sulla strada e una fetta del dolore delle famiglie delle tante vittime.


 
Siamo al ridicolo: ormai si usano mille scuse per neutralizzare l’etilometro, ridiamoci su:

- Era freddo l’etilometro non poteva funzionare in inverno, (arriveremo piano piano a dire che anche a giugno si può discutere,  perché la pattuglia era vicina ad un camion frigo...!!)
- Il mio cliente ha usato collutorio, per l’igiene dentale (per quella mentale purtroppo non esistono ancora prodotti efficaci)
- Il cliente ha usato  medicinali (ma nel bugiardino c’era scritto niente? Il suo medico non l’ha avvertito?) 
- Il cliente non è riuscito a  soffiare causa pseudo enfisema polmonare (sa, il nonno faceva il minatore...)
- Voi dite bene ma “soffiare” con  la polizia può essere interpretato male ed essere pericoloso, il mio cliente chiede poi un successivo programma di protezione
-  Non è stato preavvertito per tempo l’avvocato che era impegnato in corte d’appello, o in cassazione. Non si può essere ovunque. 
-  Non si era ancora riunito il governo che poteva anche decidere che l’etilometro è uno strumento repressivo della polizia,  tipico delle piazze turche,  ecc.
- Attendiamo anche il parere del Tribunale sui diritti dell’uomo (di ubriacarsi?). E per le vittime? Per loro i tribunali non servono più. 
 
(fonte: asaps.it di Giordano Biserni)

lunedì 10 giugno 2013

SI SCHIANTA UNA FERRARI, MORTI UNDICENNE E IL CUGINO DI 22 ANNI CHE ERA ALLA GUIDA

Il bolide è uscito di strada forse per la pioggia e per la forte velocità, spezzandosi a metà. Tornavano da un battesimo

«Come fosse stata l'esplosione di una bomba», hanno detto sotto choc dei testimoni raccontando di quella Ferrari che domenica pomeriggio si è schiantata contro una casa, letteralmente decollando e spezzandosi a metà nell'impatto. Nell'incidente sono morti un bimbo di 11 anni, G. L., e il cugino che era al volante, Pierangelo Statile, 22 anni, titolare di un'enoteca proprio vicino al punto dello schianto. È successo a Vicenza, in località Sant'Agostino, ai confini con il comune di Arcugnano. I due erano a bordo del bolide - una «F355» che Statile aveva ereditato dal padre tre anni fa. Complice la pioggia, la strada scivolosa e l'alta velocità, l'auto è uscita di strada spaccandosi in due, dopo un violento impatto appunto contro una casa diroccata.

DECOLLATA - I due stavano raggiungendo i parenti per un ultimo caffé dopo un battesimo. Testimoni hanno raccontato di aver visto sfrecciare l'auto talmente veloce che sul culmine di un ponte avrebbe preso il volo, letteralmente decollando e sollevandosi dall'asfalto. Tremendo l'impatto a terra, la sbandata e il botto finale contro lo spigolo della casa diroccata che ha tagliato l'auto a metà, come fosse stata la lama di un coltello.
BOLIDE SPEZZATO - I primi soccorritori si sono trovati di fronte l'auto sventrata, con il corpo del ragazzino incastrato nell'abitacolo. Nulla da fare per lui. Alla guida della fuoriserie c'era un ventiduenne che è stato ricoverato in condizioni disperate all'ospedale San Bortolo ma non ce l'ha fatta ed è spirato lunedì mattina. I residenti del posto hanno parlato di un «botto pauroso, simile all'esplosione di una bomba».
guarda il video: http://video.corriere.it/vicenza-ferrari-si-schianta-contro-casa-morto-undicenne/63f6aa64-d19f-11e2-810b-ca5258e522ba
(fonte: corriere.it)

domenica 9 giugno 2013

PNEUMATICI CONTROLLATI DALLA POLIZIA STRADALE, GOMME LISCE PER UN'AUTO SU DIECI

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo e quindi influiscono in maniera determinante sulla sicurezza stradale. La Polizia Stradale ne è perfettamente consapevole ed è per questo che anche quest’anno effettuerà controlli specifici sul territorio per verificarne le condizioni. Propedeutico ai controlli, si è tenuto a Milano un corso tecnico sugli pneumatici, organizzato da Assogomma, a cui hanno partecipato oltre 30 agenti della Polizia stradale, provenienti da tutto il Compartimento della Lombardia.
Le tematiche trattate sono state varie e quelle che hanno suscitato particolare interesse sono risultate le marcature riportate sul fianco degli pneumatici: in special modo quelle riferite all’omologazione e agli pneumatici  invernali, senza dimenticare le ultime novità in materia di circolari esplicative. “Da oltre 10 anni i controlli della Polizia Stradale evidenziano che in Italia sono circa il 10 per cento le auto che circolano con  pneumatici lisci. Molte sono anche le gomme danneggiate in modo evidente o  quelle non conformi alla carta di circolazione”, ha spiegato Piero Caramelli, dirigente del Compartimento della Lombardia. Con un parco auto sempre più vecchio, oltre il 40 per cento ha più di 10 anni, la manutenzione dell’auto assume un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale. Dal 2003 ad oggi sono stati effettuati dalla Polizia Stradale circa 100mila controlli specifici sugli pneumatici e i risultati hanno evidenziato non conformità di diversa natura complessivamente superiori al 15 per cento. Un fenomeno, purtroppo, diffuso omogeneamente su tutto il territorio nazionale.

“IN STRADA PER LA VITA”, UN SUCCESSO CHE NASCE DAL CUORE DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE FORZE DI POLIZIA

Le Ferrari 430 “BLACK JACK” e la Ferrari 430 “Scuderia Baldini” ancora una volta ambasciatori di legalità e sicurezza.
Lino VENTRIGLIA Patron del GRUPPO BLACK JACK:  “Bisogna essere campioni in pista e anche nella vita”. Fabio BALDINI della Scuderia Baldini: “In pista veloci su strada prudenza”.
Il grande successo della manifestazione in Strada per la Vita, tenutasi a Castel di Sangro il 25 Maggio scorso, le attrazioni e la spettacolarità del suo evolversi e l’importanza del messaggio che viene lanciato non nascono per caso bensì dal cuore, dai sentimenti, dal far bene e dall’impegno di scuola, istituzioni, forze di polizia , commercianti, cittadini e associazioni di categoria, e di un comitato organizzatore attento ad ogni particolare e sensibile al sociale e una tematica importante quale la Sicurezza e la donazione del Sangue, che uniti tra loro , come ha ricordato S.E. il Vescovo Mons. Angelo SPINA nel corso della manifestazione, costituiscono “Uno straordinario esercito del bene”
Ennesima soddisfazione del Preside dell’Istituto comprensivo di Castel di Sangro  Vincenzo DI LAURO,che unitamente alle insegnanti Annarita CIMINI, Mariarita CANGI e Laura MASCIOLI, hanno visto concludersi nel migliore dei modi un percorso formativo ed educativo articolatosi nel corso dell’anno scolastico, collaborando con il Comitato realizzatore dell’evento costituito dagli amici Lino VENTRIGLIA,Patron del Gruppo Black Jack, Mario LOPARCO , già medico condotto di Ateleta (AQ), Domenico CARUSO , presidente del VAS Alto Sangro e Pierluigi MONACO appartenente alla Polizia Stradale di Roma e responsabile eventi del “Black Jack” , già ideatore e realizzatore , insieme agli altri e non solo, di numerosissimi eventi volti al sociale e alla divulgazione delle norme relative alla sicurezza stradale.
Dottor Stefano TOMA dei VV.FF, Pierluigi MONACO , Fabio BALDINI, e Lino VENTRIGLIA
Anche quest’anno , come tradizione vuole, alla manifestazione ha partecipato il TEAM BLACK JACK, con la sua Ferrari 430 vincitrice del Campionato Mondiale Challenge “Trofeo Pirelli 2009”, pilotata all’epoca daLorenzo CASE’, che oggi è sicuramente la macchina più conosciuta tra le partecipanti al Campionato Challenge poiché “Black Jack” vanta un gruppo di oltre 30000 iscritti da tutto il mondo e una pagina con 4000 iscritti e ben 65000 interazioni settimanali.
Novità dell’edizione 2013 la partecipazione della Ferrari 430 GT della Scuderia Baldini, capitanata daFabio BALDINI, una Scuderia che gareggia nei campionati Ferrari GT Italiano e GT Sprint, ed è salita molte volte sul podio più alto, con piloti di tutto rispetto come Cesare BALESTRIERI che quest’anno corre nel GT CUP PERONI,  Matteo MALUCELLI , Lorenzo CASE’  e tanti altri, una Scuderia ma anche “Il Cavallino Baldini”, famosissima attività di carrozzeria e meccanica specializzata Ferrari tra le più prestigiose in Italia e non solo, composta da veri professionisti che lavorano con i “guanti bianchi”. Lino VENTRIGLIA commenta: “ Non basta vincere ed essere campioni in pista, bisogna esserlo anche nella vita. Secondo me i veri campioni, sono quelli che ogni giorno vincono la difficile gara della vita come i meno abbienti, i malati,  i diversamente abili, sono proprio loro e chi gli sta vicino che ci danno grandi lezioni di vita e civiltà, è per loro e per tutti  che mettiamo a disposizione le nostre auto in occasione ed eventi che propongono fini nobili.
Partecipiamo molto volentieri alle manifestazioni volte al sociale, alla sicurezza stradale,  tutto fa parte di un progetto del Black Jack. La nostra convinzione è che nella vita tutto passa e ciò che rimane indelebile nel tempo sono le buone azioni e il fare bene.
Un grande prestigio essere a fianco delle istituzioni, della chiesa, delle forze di polizia e le associazioni di volontariato, un traguardo e un onore che non ha prezzo e che si raggiunge solo con la correttezza , la morale e il fare bene.  In pista spesso non si vince solo per bravura ma anche per fortuna, e per tutta una serie di circostanze che determinano e influiscono sulle corse, nella vita è tutto diverso. Oltre a tutti i partecipanti all’evento che sono fantastici, mi ha davvero colpito il Vescovo Mons. SPINA, un vero uomo di chiesa, capace di fare avvicinare i giovani e gli uomini al mondo cristiano, alla Chiesa e a Dio con naturalezza, sincerità, semplicità e simpatia, una persona che davvero incute serenità nell’animo e spinge a profonde riflessioni sul senso della vita, insieme ai parroci Don Nicola PERELLA e Don Renato D’AMICO.
D’accordo con Lino VENTRIGLIA è Fabio BALDINI della SCUDERIA BALDINI & CO. : “E’ giusto farsi ambasciatori di un messaggio importante quale quello della sicurezza e la legalità, come diceva giustamente Lino.
Domenico CARUSO e il Dott. Mario LOPARCO
Oggi ancora di più sono convinto che Scuola, Chiesa, uomini e donne in divisa  della Polizia Municipale, Carabinieri, Forestale , Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, e le associazioni di vario genere svolgono un lavoro importante a garanzia dei diritti democratici di ognuno di noi e lo fanno con professionalità e passione. Manifestazioni come IN STRADA PER LA VITA, sono utili per la crescita civile e  morale del nostro paese, perché interessano le generazioni future. Voglio concludere con la frase …. In pista si può  andare veloci, in strada prudenza e rispetto delle regole”.
Ogni anno la manifestazione di arricchisce di grandi novità e partecipazione, segno che stiamo lavorando bene, commentano Mario LOPARCO , Domenico CARUSO e Pierluigi MONACO, le Ferrari, la Lamborghini della Polizia e i motori, grandi protagonisti oltre a creare spettacolo rafforzano il messaggio sulla sicurezza e la legalità che trasmettiamo ai giovani. Tutto questo lo dobbiamo anche agli organi di stampa e comunicazione che divulgano al meglio quanto realizziamo.
(fonte: motorioggi.it di Girolamo Simonato)

giovedì 6 giugno 2013

DIRECT LINE RIVELA: SONO OLTRE 5 MILIONI I CICLISTI "INVISIBILI" PER GLI AUTOMOBILISTI AL VOLANTE

Direct line rivela: sono oltre 5 milioni i ciclisti "invisibili"
Comunicato Stampa
Sono oltre 5 milioni i ciclisti "invisibili", perché gli automobilisti non li vedono. Non è disattenzione, ma la tendenza di chi è alla guida di un'auto di concentrarsi solo sulle altre
auto.
Uno studio Direct Line dimostra, grazie alla tecnologia Eye Tracking, che in auto si modifica la percezione dello spazio circostante, degli oggetti e persone che circolano sulla strada.
Milano, 4 giugno 2013 - Non si tratta di semplice disattenzione, semmai di un'attitudine psico-fisica. In pratica, dal momento in cui ci si siede al posto di guida di un'automobile si assume più o meno inconsapevolmente una prospettiva sbilanciata, molto focalizzata sulle altre automobili, che diventano l'unità di misura dello spazio circostante a discapito degli altri attori della scena. E i ciclisti diventano improvvisamente invisibili e a rischio di incidente.
A dimostrarlo è il Centro Studi e Documentazione Direct Line - la più grande assicurazione auto online - che ha deciso di diffondere un interessante studio scientifico commissionato dal Gruppo Direct Line in cui vengono monitorati gli effettivi comportamenti di guida analizzando le stimolazioni visive di un campione di automobilisti. Questo è stato possibile grazie all'utilizzo della moderna tecnologia Eye Tracking, mezzo in grado di rilevare l'orientamento del cristallino e desumere così il centro dell'attenzione del soggetto analizzato.
Dai dati raccolti emerge un quadro a tratti inaspettato, sostanzialmente frutto di un'apparente riduzione del campo visivo dovuta all'immedesimazione dell'automobilista col mezzo guidato.
Affiora così uno scenario differente dal solito, che sfugge alle consuete generalizzazioni che tendono a ripartire non meglio precisate colpe tra ciclisti e automobilisti.
Nel corso dell'osservazione con l'Eye Tracking, gli automobilisti non sono riusciti a notare ben il 22% dei ciclisti, pur essendo questi chiaramente visibili dal loro veicolo.
Traducendo e attualizzando il dato rispetto al numero di ciclisti italiani, stimati in circa 25 milioni, si scopre che sono addirittura 5 milioni e mezzo i ciclisti "invisibili" sulle nostre strade.
Ma anche per quanto riguarda i motocicli i dati sono allarmanti, con il 15% di veicoli risultato completamente inconsistente agli occhi degli automobilisti. Il dato relativo ai pedoni non notati dai guidatori si attesta invece al 4%.
Ad un secondo livello d'analisi, lo studio ha poi evidenziato che gli automobilisti che utilizzano il navigatore hanno meno probabilità di individuare un ciclista di quelli che si affidano al proprio senso dell'orientamento: uno scioccante 24% dei ciclisti è risultato completamente "invisibile" ai conducenti che utilizzano un dispositivo satellitare, mentre a coloro che non lo usano ne sono sfuggiti il 19%.
Ma anche l'età e genere contano. Le donne che hanno preso parte allo studio hanno avvistato un minor numero di ciclisti rispetto ai loro colleghi maschi, con il 26% dei ciclisti invisibili per le donne e il 17% non visto dagli uomini. Lo stesso vale per i conducenti più giovani, con il 31% di ciclisti persi d'occhio dagli automobilisti di età compresa tra 20 - 29, rispetto al 21% per quelli di età 50-59.
"Questi dati non fanno altro che confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale l'attenzione quando ci si mette al volante. Non solo è necessario concentrarsi sul proprio stile di guida - commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line - ma è altrettanto importante stare attenti a tutto ciò che succede al di fuori del proprio abitacolo.
E non essendo semplice, come dimostra questo studio, notare per tempo ciò che accade intorno a noi, si rivela ancor più importante mantenere una velocità contenuta, soprattutto in prossimità dei centri abitati dove gli imprevisti sono più frequenti. Per questo, da tempo, Direct Line si impegna per sensibilizzare tutti gli attori della strada sull'importanza di un comportamento corretto e responsabile."
Direct Line ha commissionato questa rivoluzionaria ricerca che utilizza la tecnologia Eye Tracking al fine di stabilire dove realmente sia focalizzato lo sguardo degli automobilisti.
L'esperimento prevedeva che i partecipanti indossassero occhiali speciali, in grado di individuare e segnalare l'esatto punto su cui si focalizza lo sguardo attraverso il tracciamento dei micromovimenti impressi sulla cornea. Questa pratica innovativa è in grado di registrare tali movimenti su una pellicola, permettendo a ricercatori specializzati di stabilire con precisione dove i guidatori focalizzino il proprio sguardo mentre sono al volante.
AUTOMOBILISTI
CICLISTI NON VISTI
Con Navigatore Satellitare
23,7 %
Senza Navigatore Satellitare
19,0 %
Donne
25,6 %
Uomini
17,1 %
ETà 20 - 29 anni
31,1 %
Età 30 - 39 anni
20,7 %
Età 40 - 49 anni
21,6 %
Età 50 - 59 anni
20,9 %
Tutti gli automobilisti
22,0 %
Fonte: Direct Line Insurance
Nota:
Psicologi ed esperti UK di interfacce uomo-macchina hanno condotto la ricerca per conto del Gruppo Direct Line su un campione rappresentativo di 100 automobilisti.
(fonte: milanotoday.it)